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NEWS: SONO STATE DATE ALLE STAMPE DUE NUOVE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE DI A. CALABRESE:

"I COSTITUTIVI DELLA

 MUSICA" (Bonanno Editore, 2010)

Saggio su tematiche di Teoria della Musica, con sezioni di Storia della Musica, Fenomenologia della Musica, Gestalt e Musica)

SINOSSI: Si immagini il lettore intento ad esaminare non già un testo scritto, ma un’opera d’arte figurativa. Il dipinto si offre ai suoi occhi, in splendida cornice, illuminato sapientemente dal maestro gallerista. Spetta a lui, ora, mosso dalla più genuina intenzione di appropriarsi di un qualche significato, esperire l’operazione di sintesi, mediante la quale ogni particolare del dipinto verrà visto in dimensione funzionale alla maestosità dello stesso. L’analogia dianzi presentata con l’arte figurativa può ritenersi una chiave efficace per comprendere le finalità del testo. È lecito considerare la Musica, dal punto di vista strutturale, come un Sistema assai composito: imprenderne l’esplorazione comporta, di necessità, affrontare un percorso che ha tangenze con vastissime aree di pertinenza scientifica, storica, filosofica, antropologica. Parimenti, pensare alla Musica con un approccio semplicistico che eluda le suddette contiguità, equivale, nella similitudine precedentemente istruita, all’errore della frammentazione׃ ci si sofferma meticolosamente sulle singole pennellate di un dipinto, senza curarsi di coglierne la rappresentazione d’insieme. Suono, Notazione, Ritmo, Metro, Tempo etc… sono, dunque, quegli elementi del sistema che, in questa prospettiva di ricerca, si presenteranno come parti interconnesse di un tutto: in un simile percorso si cercherà, ove possibile, partendo dall’elemento del Suono, di trasformare, trasfigurare e cogliere i “costitutivi” stessi nell’imponenza di ciò che chiamiamo Musica (SCARICA L'ABSTRACT IN CALCE ALLA PAGINA)

 

Il testo può essere ordinato in tutte le librerie. Si può anche richiedere direttamente al sito della casa editrice, al seguente link: www.bonannoeditore.com

 

E' inoltre possibile ordinare il libro nei maggiori portali online del settore, tra cui il portale IBS - International Bookshop - al link www.ibs.it  e Feltrinelli - al link www.lafeltrinelli.it, mettendo nome e cognome dell'autore o titolo del testo nei campi di ricerca

 

"PSICHE INCONSCIA, ARCHETIPI

E MUSICA TRA IL LINGUAGGIO

E L'INDICIBILE" (Psyché, Rivista

Internazionale di Psicodinamica, 2010)

Articolo Scientifico sulle relazioni tra Musica, Inconscio e Archetipi

 

PRESENTAZIONE:

In questo articolo scientifico vengono ripercorsi alcuni degli elementi sulla base dei quali è possibile istruire una relazione tra la Musica, gli Archetipi e l'Inconscio (con particolare riferimento alla teoria dell'inconscio colletivo di matrice Junghiana) . L'articolo definisce il suo percorso di indagine secondo i seguenti punti:

 

1) Relazione tra la molteplicità dell'universo sonoro e le matrici del Self storico ed individuale

2) Motivazioni del "Far musica" (implicazioni psicologiche ed antropologiche)

3) Struttura comunicativa della musica (analogia tra la Pragmatica della Comunicazione di Watzlawitck e la "grammatica della musica")

4) La Musica in relazione agli archetipi

5) Elementi non classificabili della Musica: il suono come linguaggio della trascendenza e delle emozioni

 

Il testo, essendo una pubblicazione settoriale e specifica, è reperibile direttamente tramite il sito ufficiale dell'organo editoriale: www.psicologia-dinamica.it

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“(…) Per vie recondite, il più debole s’insinua nella rocca e nel cuore del potente e gli toglie una parte della sua potenza. E questo segreto ancora la vita confidò a me: << Vedi – mi disse – io sono quella cosa che sempre deve superar sé stessa>> Certamente voi la chiamate volontà della generazione o istinto del fine, del sublime, del lontano, del molteplice: ma tutto ciò non è che una sola cosa e un mistero”

(F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra)

Il linguaggio musicale ci pone di fronte, in maniera ineludibile, al dilemma ontologico: chi sono il poeta e l’artista? Un uomo poetante è riconoscibile attraverso la propria opera o l’opera è semplicemente un modo elementare che poco dice in materia di identità? Il poetante conosce l’uomo? La musica, come la parola, tenta di dire qualcosa, ma nulla può fare, tranne che, forse, alludere. Il distacco tra significato e significante, così profondamente divaricato nell’arte dei suoni, diventa specchio di una impossibilità di manifestare alcunché, se non il suono stesso. E’ il suono, e non il significato cui esso eventualmente rimanda, a farsi voce della volontà poetante, a sottintendere, richiamare, suggerire, ma ancora una volta a non poter dire nulla: l’ascoltatore coglierà dalla materia sonora la personale suggestione, ma non v’è dubbio che tutta la materia sonora, tutta la letteratura musicale concorrono ad esprimere il disagio del dire, del tradurre (si consideri il termine nel suo etimo!) l’artista poetante in suono e quindi in materia. Poiché, già in tale passaggio, si perde forse l’essenza di ciò che l’artista vuole o crede di dire. Ora, è questo disagio del dirsi in parola e suono o, meglio, di questa stessa necessità parodossale del dire dell’impossibilità di dire, a divenire oggetto della ricerca linguistica e musicale di Calabrese nell’ambito accademico dell’Università di Palermo.

Grazie alla preziosa e proficua collaborazione all'interno della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo, Calabrese sta sviluppando una ricerca che ha come oggetto l’ambito disciplinare della musica come linguaggio e le sue connessioni con alcune delle principali aree di interesse della Psicologia. Ciò, naturalmente, comprende anche quelle tematiche  storiche e fenomenologiche che costituiscono il prerequisito delle ricerche di cui s'è appena detto.

Particolarmente significative sono, in quest'ambito, le collaborazioni con il prof. F. Mercadante, ed il prof. Alessandro Bertirotti (Antropologo della Mente dell’Università di Firenze). In tal senso si è sviluppata, ad esempio, l'esperienza del  Laboratorio di psicodinamica Dei Linguaggi dal titolo “La sindrome dell’artista: visione della parola, percezione dell’effetto sonoro, cognizione del malessere”, tenutosi nel Luglio del 2007, con il patrocinio della Rivista Internazionale di Psicologia Dinamica, editrice, tra l'altro, di diversi articoli scientifici scritti da Calabrese, tra i quali  “Celan, Ravel e lo storyboard della parola-musica”; “Varianti del Silenzio tra Neurobiologia e Filosofia - Metafisica schoenberghiano-hegeliana , dal Tacet di Cage alla categoria vuota di Chomsky” (scritti in collaborazione con Mercadante) ed, infine, l'ultimo articolo "Psiche inconscia, archetipi e Musica tra il linguaggio e l'indicibile". La prospettiva della ricerca universitaria è così divenuta, per Armando Calabrese, mezzo inesausto per rintracciare nuove modalità di linguaggio che egli rielabora e trasforma in musica: d’altronde, tale percorso è ontologicamente inarrestabile, poiché se è vero che una sensazione dev’essere caduta molto in basso per accettare di trasformarsi in un’idea, ne consegue che la conversazione e, dunque il confronto e la ricerca, sono fecondi solo tra spiriti dediti a consolidare le proprie perplessità (E. Cioran)

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Scarica l'abstract del libro "I Costitutivi della Musica"

 

 

Scarica l'abstract del libro "Trame della parola-suono.

Laboratorio della Funzione Estetica".

 

 

Scarica la brochure del Laboratorio Estivo di Psicosemantica

dei Linguaggi 2008

 

 

Scarica la brochure del Laboratorio Estivo di Psicodinamica

dei Linguaggi 2007

 

 

Scarica l'abstract dell'articolo di Psicodinamica 2010